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La notte d' amore più bella

La versione dell' Odissea di Nolan, appena uscita nelle sale cinematografiche, ha riacceso i riflettori sull' intramontabile poema omerico. Sono andata a rileggere, con occhi diversi  da quelli della  studentessa ginnasiale, alcuni versi del penultimo libro del poema, che canta il ricongiungimento, dopo mille peripezie e mille insidie, tra Ulisse e Penelope, ormai maturi, forse cinquantenni, ma ancora mossi da un grande desiderio di ritrovarsi. Penelope in cuor suo vuole accogliere questo straniero, che si professa suo re, ma nutre ancora diffidenza e  timore , ha bisogno di un'ulteriore prova della sua vera identità. Le viene in mente il segreto del loro talamo nuziale, e chiede allo straniero di spostare il letto. Ulisse le risponde: «Donna, il letto mio nessuno mai poté mutare, ché un grande prodigio io stesso feci e solo io lo conosco. Nel cortile cresceva un ulivo florido, grosso il tronco e robusto come colonna; intorno a quello costruii la stanza, e sop...

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