La Grazia

Una fusione tra Leone, Napolitano,  Mattarella e... Jep Gambardella, questo  P.d.R. di Sorrentino.
Il solito frullato del regista napoletano: un po' di citazioni (stavolta tutto l' art. 87 della Costituzione spalmato nei titoli di testa), un po' di blasfemia (il papa nero grunge), un po' di irriverenza ( Coco, la compagna di banco del protagonista, oggi critica d' arte) un po' di nostalgia canaglia (la  perduta moglie fedigrafa per una volta).
Qualche interrogativo  ad effetto: " Di chi sono i nostri giorni?", con ovvie risposte.
  Un instant film maturato in occasione dei recenti provvedimenti  di grazia concessi da Mattarella, motivo non sufficiente per costruirci un lungometraggio.
Ho recuperato  il film ieri sera, domenica scorsa non era stato possibile: la sala era sold out, un fiume di gente era accorso al richiamo del creatore di Parthenope, ripiegammo allora, sul coreano "No other chance".
Ieri, domenica, volevo testare se "La Grazia"   fosse adatto alla visione dei miei alunni, che proprio in questo periodo stanno affrontando lo studio della piú alta carica dello Stato.
Già pregustavo una costruttiva matinée al cinema.
No, proprio no, troppo noioso per me, figuriamoci per quelle simpatiche canaglie, con livelli attentivi da feed. Paolo, da napoletano mi capisci,  ti ho risparmiato il classico lancio di  "cuppitielli" .


(In foto: Le Grazie)


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