Il parco fatato
Il ricchissimo industriale spagnolo Eusebi Guëll nel 1900 commissionò a Gaudí un complesso residenziale con 60 abitazioni su di un colle che sovrasta Barcellona.
Doveva essere la degna residenza della sua folta famiglia: dieci i figli che la ricchissima consorte Isabel Lopez diede alla luce in rapida successione.
L' iniziale, ambizioso, progetto urbanistico si trasformò nella realizzazione di un parco fatato, disseminato di tutti i geniali elementi architettonici cari a Gaudí e che ne hanno fatto una firma inconfondibile nella storia dell' architettura.
Colonne monumentali e varchi inclinati che evocano il fluttuare del vento. Una piazza panoramica lastricata di mosaici colorati che domina la città con un parapetto che simula dolcemente le onde del corpo.
Due ville che furono abitate dal committente e dallo stesso progettista prima che si trasferisse nel cantiere della Sagrada Familia per seguirne i lavori da vicino.
Oggi il parco Guëll è meta di turisti provenienti da ogni angolo del mondo.
I residenti, che beneficiano di un ticket agevolato all' ingresso, vengono qui a passeggiare e a correre, anche affiancati dai loro pelosetti.
Giovani coppie con bambini per la passeggiata pomeridiana, che probabilmente proprio fra queste aiuole si sono confessati il loro amore.
L' aria è pulita, siamo in collina, a circa duecento metri d' altezza, circondati da palme e platani, dove decine di pappagalli dalle piume verdi hanno trovato il loro nido, svolazzando liberi in un incessante cicaleggio che invita alla mindfulness.
E poi, alla fine della visita, scorgi nel colonnato un coro di suore giapponesi che intonano l ' Ave Maria.
Dio sta passando da qui.
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