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Luparella

Lo spettacolo di stasera ha fatto riaffiorare in me emozioni sopite, il ricordo dello stupore davanti ai racconti di mia nonna,  di   scenari scoperti da ragazza  nella " Pelle" di Curzio Malaparte.
 Antonello De Rosa ha messo in scena "Luparella" di Enzo Moscato, calandosi mirabilmente nei panni di Naná, parte in passato interpretata, sotto la sua stessa direzione, da  Margherita  Rago, grande  attrice salernitana di recente dolorosamente scomparsa  dal palcoscenico della vita.
De Rosa, per una sera, impersonando Naná con una vis dirompente, ha fatto rivivere   Margherita attrice, appropriandosi miracolosamente dei suoi toni, dei suoi gesti, del suo incedere sul palco.
 Naná è una prostituta dei quartieri spagnoli, durante l' occupazione tedesca a Napoli.
 Luparella è la sua sfortunata compagna di bordello, che sta per dare alla luce il frutto dei suoi peccati. 
Ma quella sera d'estate a Napoli non si trovano mammane, Naná deve improvvisarsi levatrice di un parto che si presenta ostile, come lo è il tedesco che si materializza sulla scena proprio quando il letto della partoriente è diventato un giaciglio di morte, l' uomo è venuto a prendersi ciò  che quel luogo promette.
Non valgono le potenti invettive di Naná, con grande forza rese dal De Rosa, a fermare quel macabro stupro. 
Alla donna non resta che brandire quelle forbici che dovevano recidere  un cordone vitale, per porre fine a quell'ennesima, brutale, ultima offesa  che Luparella ha dovuto subire sul letto di morte.
Luparella è tutta Napoli, la Napoli degli ultimi, vilipesi, schiacciati, abusati.
Nanà è la Giustizia che, alla fine, pareggia sempre i conti.
 


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