Ogni uomo è stato un bambino

Quando ieri sera ho detto a mio marito che sarebbe stata Marianna Esposito a leggere le poesie di Gatto nella serata inaugurale del SLF, è venuto molto volentieri. Marianna è la figlia di Tonino,  che fu suo agente tra la fine degli anni '90 e i primi del 2000. Fra di loro si stabilí un bellissimo legame,  che andava oltre il lavoro e l' amicizia, era un amore filiale.
 Come accade per gli amori veri, il bene si riversa anche su chi ti circonda e Tonino adorava anche   i miei tre bambini. 
In particolare era legato ad Antonio il mio figlio più piccolo che portava il suo nome e che già a quattro anni  con arguzia e sagacia  stigmatizzava tutto ciò che accadeva intorno. 
Ricordo bellissime giornate trascorse a Salvitelle, suo  paese di origine e pomeriggi d' estate trascorsi a leggere all' ombra delle fronde  del suo fresco  giardino della villetta a Sibari.  La signora Esposito era una donna elegante ed accogliente, Marianna le somiglia sempre di più. Gli interni delle sue dimore trasmettevano serenità e pace:  pareti albicocca, tendine glicine,  paralumi con volant sinuosi  , morbidi  cuscini adagiati su sofà avvolgenti, tavolini habbillè che ospitavano deliziosi oggettini in argento e ceramica.
Stavo arredando la mia nuova casa e mutuai da lei tanti tocchi tipici dello stile francese.

Quando ieri Marianna ha letto la poesia di Gatto: " Ogni uomo è stato un bambino" si sono ridestati  in noi tanti  ricordi:

"Ogni uomo è stato un bambino
– pensate – un bel bambino.
Ora ha i baffi, la barba, il naso rosso,
si sgarba per nulla…

Ed era grazioso, ridente, arioso
come una nube nel cielo turchino.
Ogni uomo è stato un monello
– pensate – un libero uccello
tra alberi case colori.

Ora è solo un signore fra tanti signori,
e non vola, e non bigia la scuola.
Sa tutto e si consola
con una vecchia parola
“Io sono… Chi è?

Ditelo voi bambini ignari
che camminate con un sol piede sui binari,
e scrivete “abbasso tutti gli uomini brutti”
col gesso e col carbone
sul muro del cantone.

Ditelo voi, bambini. Egli è…
“… un gallo chioccio che fa coccodè!”



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