Le donne dello Strega
Mi piace la serata che il Salerno Letteratura Festival dedica ai finalisti dello Strega e mi piace che a presentarla sia Francesca Salemme, nel giro di un' ora è capace di farti leggere tutti e cinque i libri finalisti.
Stasera quattro gli autori presenti con lavori completamente diversi l' uno dall' altro, tanto che la stessa Salemme non è riuscita a individuare un fil rouge che li legasse fra loro.
Ed allora ha proposto che ciascuno dei finalisti raccontasse ciò che accade alla pagina ottanta del proprio libro.
In ordine strettamente alfabetico ha cominciato Teresa Ciabatti, autrice di "Donnaregina", storia di un' intervista che un superboss della mafia concede ad una giornalista, da qui si schiudono le vite dei due interlocutori squarciando mondi forse soli apparentemente tanto distanti.
È toccato poi a Michele Mari, presentare il suo " I convitati di pietra" trenta compagni di classe, al termine del loro comune percorso liceale, stringono un patto: ogni anno verseranno una quota in un fondo che sarà devoluto ai tre che fra loro sopravviveranno.
È poi la volta di una bella ragazza, che a furia di documentarsi per il suo libro negli archivi francesi, ha assorbito tutto l' allure dei cugini d' oltralpe, è Elena Rui, autrice di " Le vedove di Camus", donne che a vario titolo, oltre la moglie legittima, piansero la prematura scomparsa, in un incidente stradale, del giovane autore del fortunatissimo " L' etranger".
Dulcis in fundo uno sprintoso cinquantacinquenne abbigliato con accurata trasandatezza da intellettuale: Matteo Nucci che presenta il suo : "Platone una storia d' amore".
Storia che si dipana da Aristocle (nome del giovane Platone) fino all' incontro con Socrate.
Pare che il sommo filosofo fosse altamente invidiato non solo per la profondità del suo intelletto ma anche per il suo fisico possente: "Se pensi solo all' intelletto sei un mollettone, se pensi solo al fisico sei un imbecille".
L' amore del titolo è l' amore per la giustizia e la verità , ricerca che segnerà tutta la vita di Platone.
Francesca propone poi un gioco, ogni autore deve menzionare il proprio libro cult che abbia come tema la Donna.
"Ricordatemi come vi pare" di Michela Murgia è il titolo citato dalla Ciabatti.
Mari sceglie la "Donna di picche" di Puskin, tema imperante del romanzo è l' attualissima ludopatia.
Bien sur, la Rui sceglie un' autrice francese " Una donna", breve biografia di Annie Arnoux : il rapporto tra una madre e una figlia che si complica con l' insorgere della malattia invalidante della madre, che diventa carcere per la pur devota figlia.
Tocca concludere a Nucci, che sceglie il coloratissimo romanzo di Jorge Amado: Dona Flor.
La Flor in questione si risposa dopo la morte del marito, ma ben presto si rifá vivo il defunto caliente e passionale e mai dimenticato primo consorte.
Tutto è durato poco più di un' ora, ma mi si sono svelati almeno otto mondi diversi e come direbbe la Rui:
" Bonne nuit et Bonne lecture".
Luigia Sisella Coppola
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